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Lezione 20: salire, scendere, difficoltà.

Salire e scendere a destra e a sinistra.

Il lavoro con più bambini per ogni pony è importante perché i bambini devono scendere e salire dal cavallo più volte in una lezione e devono farlo da soli o con l’aiuto dei compagni. Devono stancarsi perché il fare movimento è una loro esigenza.

Prima si salirà con l’aiuto dei compagni, poi al volo, all’indiana, e per ultimo con la staffa. Per i più grandi e bravi si potrà imparare a scendere al passo, al trotto ed al galoppo. La decisione sulle difficoltà non dovrà mai essere forzata. Sarà l’allievo che sceglierà a che andatura eseguire l’esercizio.

Ritorniamo al concetto che solo un ragazzo senza ansie e paure sarà mentalmente veloce, pronto e sicuro di sé.

E ricordiamoci che la grinta è legata alle motivazioni che devono nascere dal di dentro e non forzate dall’esterno.

Dov’è il problema quando c’è una difficoltà?

  • Per l’allievo il problema è il cavallo
  • Per l’istruttore il problema è il bambino
  • Per il genitore il problema è l’istruttore

Questo è un circolo vizioso che si viene a creare e che nel quale non bisogna entrarci mai. Bisogna evitare quel processo mortale ove per risolvere un problema si andrà ad usare frustino e speroni.

Quando il bambino userà questi mezzi avrà un pony finalmente in avanti perché non potrà essere altrimenti. Il pony non potrà evitare il lavoro ma sicuramente cercherà altre difese. Quindi è solo una questione di tempo. Il pony troverà comunque delle scappatoie ed appena lo potrà darà dei problemi.

E, cosa peggiore lo farà proprio con i meno esperti che non hanno la capacità di imporsi totalmente sul loro pony. E così sarà poi naturale ricercare un’imboccatura più forte per tenere a bada il nostro cavallo.

I mezzi coercitivi nascondono i problemi e questo diventa un circolo vizioso. La frusta nascondendo i problemi poi falserà anche i risultati.

Il pony ha il diritto di opporsi al lavoro, ha la libertà di farlo ma in modo educato. Le cose che non dobbiamo tollerare dai pony sono i morsi, le sgroppate, i calci, ma non vogliamo cavalli troppo telecomandati.

Sia il bambino che il pony hanno una libertà sorvegliata. Il principiante deve poter iniziare a lavorare a redini lunghe, la ricerca del contatto è un aspetto tecnico che potrà arrivare solo dopo che si sono raggiunti i requisiti di equilibrio mentale, corporeo e di sincronizzazione.

Lezione 3: come nasce la comunicazione tra il pony e il bambino?

Il pony è una preda.

Una preda si difende con la fuga, quindi il pony è un animale pauroso  e quando scappa è veloce perché sa che la sua vita è in pericolo.Lezione all'aperto

Questi sono gli aspetti principali che il bambino deve capire da subito con il briefing e da questi aspetti noi partiremo per spiegare ai bambini come ci si deve comportare con i pony.

Ogni lezione parte con un briefing iniziale.

E’ necessario fissare pochi concetti ma molto chiaramente.

Con i pony bisogna essere determinati perché, anche se addestrati, possono essere un po’ disubbidienti.

Diremo che bisogna essere veloci perché loro sono veloci.

Diremo che dovremmo essere agili perché loro sono agili.

Per tutti i principianti si inizierà imparando a portare il pony a mano e così facendo si impareranno le traiettorie del gioco.

Con il pony a mano si dovrà camminare e correre ed è da questo che inizia il rapporto bambino – pony – gioco – traiettoria.

All’inizio si lavorerà molto con un pony e due bambini, una a terra che guida e uno in sella che gioca con gli equilibri, sollevati, seduti, toccare delle cose alte o basse, accarezzare il pony in vari punti, scendere velocemente e risalire.

Maurizio