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Lezione 25: passione, istruttore, genitori.

Passione si, passione no? Cos’è una passione?

E’ fondamentale spiegare ai genitori che l’obiettivo che sta sopra di tutto è dare il gusto per il cavallo, infondere una passione.
Per i ragazzi che crescono avere una passione vera, che non deve essere per forza l’equitazione, è fondamentale.
Nel mondo di oggi una passione vera è un autentico deterrente a tutte le negatività che il mondo ci propone.
Il rischio è che i ragazzi nonostante siano impegnati in molteplici attività non ne sono protagonisti di alcuna, sono utenti passivi di un mondo che li gestisce e che quindi li deresponsabilizza.
Non scelgono, non decidono, non sono colpevoli se falliscono in ciò che fanno.
Ma la passione nasce e cresce se poi vi è una riuscita.

Chi è l’istruttore?

Baby sitter?                        No rispetto, no agonismo
Genitore bis?                        No rispetto, no agonismo
Psicologo bis?
Amico?                                     No rispetto, no agonismo
Assistente sociale?             E’ Pericoloso.
Niente di tutto questo, l’istruttore è un manager che raggruppa più capacità.
1)    Educatore   –  Impone le regole e le fa rispettare. 

2)    Allenatore  -  Progetto e obiettivo – deve trovare i mezzi per raggiungerlo.

3)    Animatore  -  Creare l’anima del centro in cui lavora, personalità e risultati.

4)    Tecnico  -  Maggior obiettivo uguale a maggior capacità.

Genitori: per chi lavora l’istruttore? Per il papà,  per la mamma, per sé stesso, per il ragazzo?

Bisogna lavorare solo ed esclusivamente per l’allievo.
Altrimenti sarebbe lui a farne le spese per primo.
I ragazzi di oggi hanno la caratteristiche di non avere sangue, grinta e si rischia che anche l’attività a cavallo non la sentano come propria.
Bisogna quindi dare un senso a ciò che fanno, devono diventare protagonisti.
Ci deve essere comunque un obiettivo condiviso che unisca le esigenza di tutti.
Per fare un esempio, la mamma di solito chiede principalmente sicurezza, il papà vuole risultati, agonismo, il bambino vuole magari solo giocare ma deve poter crescere ed imparare e l’istruttore deve avere un progetto che unisca queste esigenze.

Lezione 10: è una disciplina per tutti? Se c’è un bambino più lento?

Se alcuni bambini sono più lenti è normale perché stanno acquisendo, è in corso un processo di apprendimento che ha bisogno del suo tempo. Il gioco serve a questo.

Il poter ripetere infinite volte le cose crea sicurezza. Il poterle ripetere nel modo che uno preferisce crea sicurezza, l’istruttore non impone le andature, la velocità, ma solo il rispetto delle regole del gioco.

L’istruttore non deve evitare i problemi, li deve creare e guidare, l’apprendimento è l’affrontare e poi il risolvere i problemi che il gioco comporta.