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Lezione 11: quali sono le esigenze di un allievo?

I bisogni fondamentali dei bambini/ ragazzi sono:

1)    Rapporto con l’animale

2)    Gioco

3)    Gruppo, Banda, Squadra

4)    Competizione

5)    Punto di riferimento

6)    Concretezza

7)    Ritmo

Dal punto uno al punto quattro i bambini li cercano consciamente, dal punto cinque in poi ci sono le esigenze non consciamente percepite ma ugualmente fondamentali e necessarie.

I bambini hanno bisogno di punti di riferimento, di regole,  questo da’ loro sicurezza e la sicurezza ha come conseguenza la serenità.

La concretezza, far fare e dire poco, devono mettersi in gioco per ottenere dei risultati, essere protagonisti, toccare le cose con mano, fare delle esperienze, concetti che poi svilupperemo.

Il concetto di ritmo non è un concetto astratto anche se spiegarlo può sembrare difficile.

Tutto ciò che noi facciamo però ha bisogno di ritmo, la natura ha un ritmo, i suoi cicli, la vita deve avere dei suoi ritmi compatibili con la nostra fisicità. L’organizzazione delle lezioni deve avere ritmo.

Il ritmo è necessario per sviluppare la giusta attenzione a ciò che andremo a fare.

E’ quindi strettamente collegato alla concretezza.

Lezione 9: perché giocare? Cosa ci proponiamo in questo modo?

Considerando che uno dei problemi principali degli istruttori sono i genitori degli allievi è chiaro che bisogna avere valide argomentazioni quando si vuole sostenere il proprio metodo. Il gioco per noi è l’elemento essenziale dell’imparare per tre principali motivi:

I° Dimenticare le paure

a) Disponibilità del cervello = Relax
b) Padronanza del cervello   = Ragionamento

La paura, il timore verso una situazione in cui non si è a proprio agio  chiude il cervello e  lo inibisce.

Se c’è un problema che ci occupa il cervello e questo problema non si allontana neanche quando il bambino gioca, io, istruttore, ho la percezione della gravità del problema.

Un bambino nel gioco allontana le paure ed il cervello ha una migliore disponibilità all’apprendimento e all’attenzione.

Se uno ha paure basta che chiuda gli occhi e gli guardi la faccia.

Nell’equitazione classica si parla di decontrazione, vogliamo sempre lo stesso risultato.

II° Equilibrio e schema corporeo

a) Disponibilità del corpo = Relax
b) Padronanza del corpo = Assetto / Equilibrio

Se l’allievo ha problemi di equilibrio la sua attenzione sarà portata a risolvere questo problema non ascoltando quindi l’istruttore, risolvere l’equilibrio equivale a maggior disponibilità mentale verso altri obiettivi.

III° Coordinazione

a) Lateralizzazione

La lateralizzazione è la differenziazione alto basso e destra e sinistra.

b) Sincronizzazione

La coordinazione unisce i punti uno e due e nell’equitazione potrebbe intendersi come indipendenza degli aiuti.

Aggiungiamo poi anche:

Comunicazione

Comunicazione come imporsi, parlare, osservare, sentire il cavallo.
Attenzione, la tecnica non è l’unico mezzo di comunicazione. Lo spettacolo è uno strumento.

Fisico

Crescita fisica del ragazzo.

POSSIAMO NOTARE CHE FIN QUI NON E’ MAI STATO CITATO IL TERMINE DIVERTIRSI

SOLO DOPO L’APPRENDIMENTO DEI PUNTI PRECEDENTI
INIZIA L’APPRENDIMENTO TECNICO VERO E PROPRIO.