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Lezione 1: cosa sono i pony games?

I pony games  o giochi pony sono innanzitutto un mezzo pedagogico e poi sportivo.

Sono attualmente il metodo più moderno per iniziare l’equitazione e sono uno strumento per allargare la base di utenza.

Anche bambini di età inferiore ai sei anni possono iniziare questa attività.Lezione con i pony

Mentre l’equitazione tradizionale non si è adeguata alla società il metodo PG permette nuove possibilità.

Adeguarsi alla società non significa fare ciò che essa vuole bensì modificare un metodo e linguaggio per ottenere dei risultati che in altro modo non si potrebbero ottenere.

L’allargamento della base di utenza non è solo un modo, per chi promuove il  prodotto PG (d’ora in poi leggasi Pony Games), per ottenere un rientro economico, ma altresì, un modo per rispondere ad un’ esigenza presente e preponderante nel mondo dei ragazzi di oggi.

I ragazzi di oggi non sono più a contatto con un mondo rurale ove la natura era il primo strumento di gioco.

Correre sui prati, salire sugli alberi, giocare con i cani e gatti, rincorrere le galline o accarezzare i conigli sono giochi quasi scomparsi.

E siccome c’è un’esigenza innata nel cercare questi contatti, noi possiamo ricreare questo mondo quasi scomparso nel nostro maneggio.

Il pony, il piccolo cavallo a dimensione di bambino, è lo strumento perché i ragazzi possano soddisfare le loro esigenze migliorando nel contempo altri aspetti della loro crescita che in seguito approfondiremo.

Maurizio

Il mondo dei pony

CavalliL’equitazione classica non prevedeva il lavoro con i pony.

Essa è nata nel mondo militare e da esso per anni ha attinto metodo, approccio, tecniche di insegnamento. Il lavoro con i pony non intende negare il valore della tradizione ma si pone ad un livello dove l’equitazione classica non dà risposte.

Con i pony possono lavorare tutti i bambini, non ci si pone l’obiettivo della selezione ma della loro crescita. Si può iniziare ad età molto piccole, anche prima dei sei anni. L’attività con i pony in altri paesi è diventata una materia scolastica di pari dignità rispetto a ginnastica e nuoto. E questo grazie ad un nuovo metodo ed un nuovo approccio, i pony games.

L’insegnante non dovrà essere solamente un bravo cavaliere ma avere anche nozioni di pedagogia e tecniche di insegnamento. I bambini, prima dei nove, dieci anni, imparano e comunicano in modo diverso da quelli di età superiore. Inoltre bisogna sfatare un mito, i pony non sono più cattivi dei cavalli, non scalciano e non mordono. Quelli che lo fanno andranno educati od allontanati. La mancanza di una cultura verso i pony ha creato una diffidenza verso di essi. In Italia non sono molti anni che si è iniziato questo nuovo modo di lavorare e chi lo fa può dirsi, in un certo modo, ancora un pioniere.

Nelle pagine successive inizieremo un discorso che si pone l’obiettivo di rendere meno sconosciuto il mondo dei pony ed il lavoro che si può fare con essi. Ho immaginato il tutto come un’intervista con domande e risposte per rendere meno pesante la lettura.

Ringrazio Jacques Cavè che ha portato in Italia dalla Francia una nuova cultura dell’equitazione e mi ha permesso di conoscere ciò che di seguito andrete a leggere.

Maurizio Picilli