Con i PG si riesce a creare lezioni con molti allievi contemporaneamente ed il fine è la creazione di una squadra.
Con i Pony non si usano mezzi coercitivi per ottenere dal cavallo un risultato e quindi non si utilizzano né frustino, né speroni, né morso.
Questo è un aspetto interessante e soprattutto, è strumento e fine allo stesso tempo.
Il rapporto con il pony sviluppa una sensibilità verso un altro individuo che non utilizza il linguaggio delle parole, che fisicamente è diverso da noi.
Il bambino è alto, il pony è lungo. Imparare le traiettorie significa agevolare il pony.
Il pony non è un computer, è come un bambino, un po’ ubbidiente e un po’ no, si diverte a giocare ma qualche volta si stufa ed evita i compiti assegnatigli.
I diversi giochi servono a motivare i ragazzi dando loro un obiettivo che, diversamente diventerebbero esercizi lunghi e noiosi.
Maurizio
